cuglieri

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ferula

 

suelzu

camminata nel monteferru. zona Baddedra

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casteddu ezzu

asfodeli in riposo vegetativo

stavamo cercando le cascate di massa bari, ma abbiamo sbagliato strada e siamo finite in un bosco.
abbiamo notato escrementi di muflone, e se avessimo continuato saremmo arrivate a Seneghe.
eravamo su una strada romana.

escremento di muflone

A Leppe Leppe si vive così

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energia a trazione umana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lavatrice a pedali, il gallo Gallone,

 

rocket stove

fornello costruito con barattoli di latta

Sergio Atzeni. La sardegna sulla rotta dei fenici

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La nave bianca si allontana e dietro un dente alto e bianco di calcare sparisce l’antica fortezza vedetta dei Fenici, l’avamposto d’Europa al respiro dell’AFRICA E D’oriente alle porte d’Occidente, popolato da una oscura gen’a parente di Annibale, adocchiato da predono scalzi,battuto da tutti i venti, abitato da tutti i profumi e i fetori, e da ogni genere di ingegno e vizio e da qualche virtù, come ovunque siano uomini.
Ruggero conosce i venti, i profumi, i predono.
Si crede principe di antica stirpe, è figlio di un fabbro e di una bruscia, è ignobile e folle come un muflone.
il quinto passo è freddo.
Riferimenti: passavamo sulla terra leggeri

punta foghe

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Tra Cuglieri e Tresnurages c’è Punta Foghe, dove sfocia su riu mannu.

(f0t0 che ho scattato dall’alto della falesia)

Ci si arriva entrando a Tresnuraghes. Allo slargo dentro il paese ci troviamo a poter prendere tre direzioni.

una è la strada che continua verso nord, sulla sinistra è indicato Porto Alabe, il rione marittimo delpaese e un po’ prima, una strada parallela a quella che stiamo percorrendo,ci riporta verso sud, e indica San Marco. Quella è la strada giusta. si percorre la sterrata fino in fondo fino a raggiungere la torre che sovrasta la falesia. Da lì un sentiero che sisnoda a zg zag nellamacchia, ci conduce fino a dove le acque dolci de su riu mannu e quelle salate del mare, si miscelano in una ricca varietà di pesci.

La falesia continua verso sud fino a cuglieri e quello che si può ammirare nel percorso lascia senza fiato. come corona niedda e altri scogli.

 ancora una foto. nella passeggiata tra gli scogli abbiamo trovatoun saccodilumache marine, e ne abbiamofatto un risotto. al ritorno, un cormorano

                                   


arte_misia@msn.com

 

La Sardegna radioattiva. Danni all’immagine

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Ricevo e diffondo molto volentieri.
Magari qualcuno potrà incupirsi per questo, visto che si apre la stagione turistica, ma non penso che bisogna fare pause nell’informazione, dal momento che per chi ci abita è una tragedia. Il turista è libero di scegliere come venire in Sardegna, con quale spirito, se fare le sue vacanze nell’isola più militarizzata e radioattiva del mediterraneo, in che modo. Gli operatori turistici, potrebbero pensare di lavorare in questo senso anche loro. Cercando di sensibilizzare quelli che vengono in vacanza.
(o è da comunisti….?)
Comunque, buona lettura.

La stagione turistica e’ alle porte ed e’ ancora ben lontana un’informazione attendibile e trasparente sulla contaminazione, eventuale, e sui rischi certi e concreti cui sono esposti abitanti e turisti a causa delle devastanti attività belliche di Italia, Nato e Usa.

L’incidente del sommergibile nucleare della II Flotta Usa accaduto lo scorso ottobre e la lunga catena di sofferenze e morte che ha come epicentro il Poligono Interforze Salto di Quirra hanno fatto emergere con cruda evidenza l’inadeguatezza, o la noncuranza (qual e’ l’ipotesi peggiore?) delle Autorita’ Competenti a garantire la sicurezza del territorio e il diritto all’incolumita’, alla salute, alla vita del popolo sardo e dei suoi ospiti.
L’assenza di certezze sull’impatto sanitario e ambientale della base atomica Usa di La Maddalena e delle perenni sperimentazioni ed esercitazioni nella zona di Quirra ha arrecato un danno difficilmente sanabile all’immagine della nostra isola e minaccia di affossare la sua fragile economia che ha come punto di forza la salubrita’ e la qualita’ ambientale e ha investito puntando sulla genuinita’ dei prodotti alimentari e sull’incomparabile bellezza delle sue coste e del suo mare.

Da troppo tempo ormai chiediamo con insistenza indagini serie e indipendenti, un monitoraggio attendibile delle immense zone usate da eserciti, aviazioni, marine militari di mezzo mondo.

Vertici militari e vertici politici hanno risposto con un diluvio di chiacchiere per negare l’evidenza e tentare di convincerci che e’ del tutto normale la percentuale da brivido 20 tumori al sistema emolinfatico sui 150 abitanti di Quirra, il tasso del 30 per cento di nascite di bambini con terribili alterazioni genetiche nel 1988 a Escalaplano, i 28 bambini malformati e gli 80 nuovi casi di tumore registrati in solo anno a La Maddalena.

Incalzati da una forte pressione popolare hanno messo in scena fantasiose ricerche sedicenti scientifiche, indagini che non indagano e suonano come offesa bruciante alla sensibilita’, all’intelligenza e alla dignità del popolo sardo (vedi il grottesco tentativo di dimostrare la connessione arsenico e tumori emolinfatici da parte della ASL 8; la risibile ricerca di uranio impoverito in tre palettate di terra, indagine Cicu-Riccobono; l’improbabile rapporto della Procura militare anticipato dall’ex Comandante del PISQ gen. Carlo Landi secondo cui in quel di Quirra “non esiste nessuna traccia di nessun tipo di uranio”, elemento notoriamente presente in ogni parte della crosta terrestre; missili e radiobersagli in caduta libera su spiagge, ovili e vigneti “a causa del maestrale”, sistema di monitoraggio alla Maddalena giudicato inattendibile e inefficiente fin dal lontano 1988 persino dagli allora ministri alla Difesa e alla Salute; strabilianti scoperte di giacimenti di Torio 234 “naturale” e di alghe ingorde del torio radioattivo nei pressi della base atomica Usa di La Maddalena).

Adesso basta! Il tempo delle chiacchiere e delle farse “scientifiche” è scaduto.

Dimostrino subito, prima che la stagione turistica sia irrimediabilmente compromessa, che convivere con sommergibili a propulsione e armamento nucleare non comporta alcun rischio, dimostrino che il poligono di Quirra non e’ un focolaio di leucemie. Lo dimostrino con dati verificabili, numeri, cifre, indichino metodologie di analisi e nomi dei laboratori fornendo tutti gli elementi necessari per una verifica da parte della comunita’ scientifica.

Invitiamo i Comuni e gli operatori economici a quantificare il danno provocato dal calo d’immagine della Sardegna, quantificare l’eventuale calo di vendite e di presenze turistiche attribuibile alla mancata trasparenza e attendibilita’ dei controlli ambientali e sanitari. Invitiamo a presentare ai responsabili dei tardivi accertamenti e ai responsabili della contaminazione il conto economico e ad attivarsi per esigere
* la sospensione immediata di tutte le attivita’ del poligono della morte Salto di Quirra, almeno fino a quando non sia stata trovata una ragionevole e convincente spiegazione alle troppe anomalie
* l’attuazione immediata della delibera solenne dalla Regione Autonoma della Sardegna:
‘Smantellamento in tempi ragionevoli e prestabili della base statunitense della Maddalena’.

Comitato sardo Gettiamo le Basi
Tel 070823498 – 3386132753

Salve gente. Mi piacerebbe raccogliere più materiale possibile sull’argomento, perchè credo che ogni luogo e ogni momento siano buoni per affrontare questo problema e per creare dibattito.

Qualcuno è a conoscenza di pubblicazioni che specificano i livelli di inquinamento e malattia. Quali sono i territori occupati in sardegna, anche da esercito italiano?
Senza basi nessuna guerra

La sardegna è sulla terra. 20 marzo

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Con alcuni amici e compagni, alle 8,30 di mattina, siamo saliti su uno dei treni organizzati che partivano da Firenze S.Maria Novella e abbiamo iniziato ad avvicinarci a Roma per la grande manifestazione contro la guerra.
Il viaggio è stato divertente, come sempre in questi casi, e l’arrivo alla stazione Tiburtina emozionante.
Sullo stesso treno nostro viaggiavano i “Fiati Sprecati”. E’ un gruppo/orchestra di musicisti di Firenze. numerosissimo.Tutti fiati con un tipo di musica che ricorda Goran Bregovic – Ederlezi.
Hanno aperto il corteo
Dal sottopasso per arrivare alla metropolitana, si muoveva a passo di musica dietro le loro note calde, una marea di gente che fluiva come un fiume in piena, dai vari treni speciali arrivati in quel momento.
Una grande magia per un grande popolo; quello della Pace.
Nella parte di corteo dove ero io:
La manifestazione a Roma è stata molto bella. Si è svolta tranquillamente, senza tensioni, ed era oceanica.
Ad un certo punto il serpentone si è diviso in tre o quattro spezzoni(non sapevamo con certezza)perchè eravamo rimasti incastrati e non c’era il verso di muoversi.
Non siamo stati testimoni di nessuna provocazione, da parte di nessuno. Ne’ manifestanti ne’ forze dell’ordine.
C’era una larga partecipazione, di partiti e gruppi, ma quello che mi è piaciuto di più vedere, la presenza di realtà fuori dalla cerchia degli addetti ai lavori.
Molti organizzati con mezzi/carro/stand, sfilavamo tutti insieme.
Noi ci siamo infilati dietro uno striscione di solidarietà con la resistenza Palestinese e Irakena, contro lo strapotere dell’imperialismo. Per la Pace.
Io e la mia amica Anna ci siamo mosse dalla postazione e siamo andate a vedere chi avevamo intorno.
Davanti a noi, dopo varie sigle, un pick-up con due damigiane di vino, bandiere della pace, e la bandiera di un gruppo di agricoltori contro il transgenico. Il vino era buono, fatto da loro.
Camminare stanca. Tornate allo striscione di riferimento, abbiamo chiesto all’autista del furgone che trasportava delle casse acustiche enormi se ci faceva salire.
Siamo riuscite ad arrivare al Circo Massimo un po’ più riposate. E ho scattato un sacco di foto, con la sua gentilissima collaborazione.
Intorno alle 18.
Sullo sfondo la riproduzione di “La battaglia di Guernica” di Pablo Picasso. Sul palco stava già parlando il rappresentante della carovana Sarda.
Non c’erano molte bandiere dei 4 mori, ma è stato sufficiente riportare la voce, per non rimanere ancora isolati, (con grande piacere di chi sta facendo i suoi interessi sulla nostra pelle.) Importante è stata la presenza alla manifestazione di Cagliari.
Arrivati al Circo Massimo, veramente suggestivo,(si sa che Roma é una città bellissima) più di mezzo corteo doveva ancora arrivare.
Eccola la marea, la piena. Bisognerebbe che tutti, a questo punto non ci limitassimo alla presenza nelle sfilate, o a delegare i vari politici che dovrebbero fare i nostri interessi. Dovremmo cominciare ad attivarci perchè finisca questo strapotere dell’IMPERO, sulla pelle di gente come noi.
Ognuno con le sue possibilità.
Il viaggio di ritorno, con la stessa gente della mattina. Riagganciare quanto interrotto dalla musica all’arrivo. Mangiare panini.
Senza basi nessuna guerra.
Ora esco a prendere i giornali per vedere quante cavolate hanno raccontato.
Riferimenti: intervento di un compagno. MP3 corteo a Cagliari

Sardegna, vento di maestrale

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Il maestrale soffia da nord-ovest.
E’ freddo e umido e la sua forza piega i lecci e le querce da sughero, che crescono curvi ad indicare la via del sud-est. Da lontano sembra un mare in movimento che resiste e continua a crescere. E’ il vento che per tre giorni insiste sulle forme e sui colori. Lo stesso vento che impedisce ai pescatori di uscire. Scolpisce la roccia e solleva i lunghi fili dorati delle erbe riarse, in un gioco di gialli e ocre, bruni e terre bruciate,
spettinati e soffusi. Sdraia i canneti a baciare le pietre e le acque…
Riferimenti: maestrale

Cuglieri-Monteferro-Sardegna-Italia-Europa-Mondo-ViaLattea

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Riferimenti: www.cuglieri.com


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