CUGLIERI ha avuto le sue donne inquisite

CATERINA ESCOFERA: Ritenuta colpevole di pratiche stregonesche dal tribunale inquisitoriale perchè tentò più volte di mettersi in contatto con il figlio morto in giovane età. Venne posta sotto tortura perchè reticente a confessare il patto con il demonio. Condannata alla “cerimonia pubblica di esecuzione capitale”  il 14/08/1583.

 PASQUA FARA: Denunciata da quattro persone che affermarono che l’accusata aveva ucciso alcuni loro bambini piccoli. Venne rilasciata dagli inquisitori in quanto gli accusatori non seppero dar seguito a tali infamanti accuse, affermando che si trattava di “dicerie” e che la Fara aveva fama di essere Bruxa.

Anche altre zone della sardegna hanno subito i crimini dell’inquisizione.                                                       quella che mi ha affascinata è Julia Carta, processata più volte per stregoneria.                                       Originaria di Mores viveva a Siligo.

Julia  sosteneva che i peccati, veri e presunti, non tutti e non sempre dovevano essere detti in confessione.
Basta, per liberarsi la coscienza, fare un buco nel terreno e poi ricoprirlo una volta detti. Oppure, ancora più semplice, coprirsi con il lenzuolo e autoconfessarsi. Pensiamo all’effetto di questa idea, in un villaggio povero e stremato da molti cattivi eventi nella Sardegna del cinque-seicento, in piena dominazione spagnola, con la religione cattolica che è a tutti gli effetti il punto di partenza e di arrivo.
per due volte rischiò il rogo. Ancora oggi verrebbe presa a sassate

Julia era analfabeta e povera, come qualsiasi altra donna e uomo del popolo.                                            Figlia di un muratore e moglie di un contadino.
Aveva appreso l’arte di guarire con le erbe da sua nonna, arte condivisa con altre donne del vicinato, rafforzata dall’esercizio e dalla conoscenza dei gitani  che entrano in questo orizzonte. Tutto l’operare di Julia è fatto gratuitamente. Povera lo sarà sempre.

è la storia di molte donne, incarcerate, torturate e arse vive.

la storia del potere, della chiesa, dello sfruttamento.

Nella realtà cosa veniva definita  “stregoneria”?

Tutto quello che si discostava minimamente dai poteri papali.

Era l’epoca in cui la chiesa cattolica viveva grosse lacerazioni al suo interno, come ad es.la nascita dei Luterani, ed era fondamentale, mantenere ben saldi i dogmi e il potere che la chiesa stessa esercitava, anche e soprattutto attraverso il terrore dell’inquisizione.

Le streghe, per lo più, erano donne, che non riconoscevano il potere dei preti e dell’inquisizione/invasione spagnoli. sapevano come esercitare la medicina con le erbe, come affrontare il dolore, i parti cesarei, gli aborti… donne che non collaboravano , come ad es. Julia che faceva una buca per seppellirne i peccati, piuttosto che spifferare ai preti, sempre spagnoli e sempre inquisitori.

E’ il passaggio della conoscenza da generazione a generazione, un rapporto con la natura non antropocentrico.

le streghe erano donne che  amavano ballare e divertirsi, mangiare tutte insieme, ma quello che più importava, avevano i loro spazi, di sole donne, dove condividevano le loro conoscenze, fuori dal controllo della chiesa, senza rischiare di essere torturate e uccise.

Per questo, negli anni 70, fu coniato dai gruppi femministi uno slogan che era la descrizione di un progetto:

TREMATE TREMATE, LE STREGHE SON TORNATE