percorso per buone gambe

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per entrare nel terreno di tuvurundine e caricare la legna da ardereecco la panda da guado

con la panda intraprendo il guado ( a retromarcia) per andare a caricare legna da ardere.

gli olivi, abbandonati da anni sono enormi, e la potatura ce ne ha fornito per un paio di mesi.

nel percorso illustrato nella seguente mappa si incontra di nuovo su riu abbalughida.

le fonti di tiu memmere sono il punto di partenza

tuvurundine

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rione crabola

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alcuni scorci di Cuglieri nel rione crabola;

una delle vecchie case.

                                                                                                                                                                                                Una veduta di Santa Maria dalla piazzetta di via Buonfiglio Mura

questa è la piazzetta

 le antiche case fiorite dalle rocce

e il profumo delle erbe selvatiche

fanno venire la voglia di non andarsene più

passata di pomodoro

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IO LA FACCIO COSI’

Quando si è alle prime armi e si inizia a fare un orto, è facile sbagliare, trovarsi con tonnellate di fagiolini, ravanelli e pomodori. per un po’ si danno ai vicini, ma se anche i vicini sono alle prime armi, diventa un grosso problema.

come si conservano i ravanelli? chi lo sa?

per i pomodori non c’è problema, io li faccio così come ho imparato con  mia suocera;

si prendono i più maturi, quelli belli rossi, e si da una bella lavata magari mettendoli     nella bagnarola.

                                                                                                                                               dopo averli lavati, se sono belli polposi si spaccano e si mettono nel pentolone delle streghe, se invece sono acquosi, si liberano dall’acqua stringendoli un po’ tra le mani e poi buttarli in cottura, stando attenti a non farli attaccare.

questa è la prima cottura durante la quale i pomodori espellono l’acqua: se  invece non  sono acquosi, abbiamo già aggiunto gli odori, come cipolla, sedano, carota, secondo i gusti,oppure niente odori per una passata nature. (sconsiglio l’aggiunta di sale)

                                                                                                                                                                                                           SI PASSA ALLA MACINATURA.

                                                                                                                                                                                                    per una piccola quantità si può usare il “mitico passino a manovella” altrimenti il più  specifico passapomodori

Si rimette tutto sul fuoco. Quando la consistenza ci gusta, ed è bollente, si versa nei barattoli di vetro, pulitissimi, asciutti e precedentemente sterilizzati. Si tappano e si mettono a testa in giù, in maniera che il calore bruci tutta l’aria e si crei il sottovuoto. Si avvolgono in panni di lana e vecchie coperte, fino a quando si raffreddano.

per verificare se è conservata bene, si spinge il coperchio con un dito proprio nel mezzo e se niente accade è tutto a posto, se invece il punto che si spinge, “va su e giù”…..vuol dire che non era chiuso bene ed è entrata l’aria. non si può mangiare, a meno che non si è appena fatta, allora cuciniamoci una bella pastasciutta.

I RESTI DELLA LAVORAZIONE

Le bucce, possono diventare cibo per gli animali da cortile, oppure si buttano nel terreno per fare compost, oppure, se viviamo in città, si gettano nel raccoglitore dei rifiuti organici. I resti di pomodoro,  sono ottimi per la pulizia e lucidatura degli oggetti e pentolini di rame.

 

LA STERILIZZAZIONE DEI BARATTOLI

Dopo averli lavati bene, si fanno bollire per una ventina di minuti completamente immersi nell’acqua, e si mettono ad asciugare su un panno pulitissimo, con l’apertura verso il basso, pronti per essere riempiti.

 

IL BOTULINO

l botulino (Clostridium botulinum) è un batterio anaerobico che può contaminare gli alimenti rendendoli particolarmente pericolosi per la salute umana.  La presenza di botulino nell’alimento viene sovente annunciata dal rigonfiamento del coperchio                                                                                                                                                                                             PER QUESTO è MOLTO IMPORTANTE CONSERVARE GLI ALIMENTI AL FRESCO, SEGUIRE TUTTE LE PRESCRIZIONI QUANDO SI CONFEZIONANO CONSERVE  A CASA, E TENERE IL FRIGO PULITO.

La tossina viene inattivata dal calore, quindi con la cottura, dall’ossigeno e dall’acidità. Pare che una confettura di limoni non sia soggetta all’infezione di questa tossina. Lo stesso vale per i pomodori che sono frutti acidi.

passaggio delle balene

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Il cambiamento climatico globale, sta cambiando gli abitat naturali;                         nel mar Mediterraneo sono state avvistate speci di pesci tropicali; per esempio il barracuda. Ormai presente da anni,  originario dei caraibi, viene cucinato nei luoghi di mare, così come “deve essere”, con la sua ricetta.

Da qualche anno si avvistano i grandi cetacei,  alcune balenottere stanno già passando tra la Sicilia e la Tunisia, in direzione del Tirreno settentrionale,    costeggiando  la SARDEGNA, passano nell’arcipelago toscano.

Ormai tutti gli anni si ripete questo fenomeno. Se, viaggiando di giorno,  saliamo su un traghetto a Livorno per recarci a Golfo Aranci, abbiamo la possibilità di incrociare una balena. ( Oltre ai delfini che seguono la nave dopo la chiusura del self service)

Ecco le mappe del passaggio (prese dalla rete.)

 

 

 

 

 

 

 

a lato la mappa del triangolo denominato “santuario pelagos”, un paradiso ecologico oggetto di studi e ricerche

 

 

 

 qui sottol’arcipelago toscano

filastrocca per guarire

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“un gatto nero che  ti attraversa la strada,

SIGNIFICA CHE STA ANDANDO SA QUALCHE PARTE.”

FILASTROCCA PER GUARIRE

questa filastrocca si pronuncia più volte di seguito strofinando intorno alla parte che duole.

i bambini guariranno in un battibaleno.

 

“sana sana

melda ‘e attu rana

melda ‘e attu areste

su chi fudi este”

 

a proposito di km zero

consumo  Tagged 1 Commento »

                                                                                                                                                            buon giorno mondo, come va il surriscaldamento?

Ieri ho fatto un giro in rete cercando qualcosa sulla stevia, la pianta dolcissima. e ho trovato un sito/blog, anche interessante; mi ha colpito molto una pagina che accennava ad un km zero.

un negozietto bio che non

aveva il miso e forse mai lo avrà, chi lo sa? quindi, la tipa è stata “costretta” a cercarlo un bel po’ più in là.

forse bisognerebbe produrlo in loco, e sarebbe un vero km zero.

questa faccenda mi ha fatto venire voglia di parlare di alimentazione, magari della mia:

a periodi evito la carne. Ma dopo un po’ ne sono nuovamente attratta. Mi succede che passando vicino alle macellerie, ne sento l’odore dolciastro e sorge in me un istinto quasi animalesco. Mi viene voglia di entrare e azzannare una coscia, non quella del macellaio.

Se non fosse che non  mangio mai quella di animali di allevamento.

Negli allevamenti, gli animali soffrono e vivono in funzione della riproduzione intensiva  della loro specie. Vengono imbottiti di farmaci e antibiotici, e nutriti con mangimi che probabilmente niente hanno a che vedere con la loro alimentazione naturale. La mega produzione crea inquinamento; è uno dei motivi dell’effetto serra e del riscaldamento globale. Mangiare questa carne, che ci viene offerta quotidianamente  confezionata in vassoietti di polistirolo, fa male alla nostra salute.

Ed ecco che subentra il famoso km zero.

In paese, dove sto tentando di trasferirmi definitivamente e iniziare la mia nuova vita, c’è un macellaio che apre solo quando ha la carne, perchè i bovini sono i suoi, anche i maiali, e vivono bradi nei pascoli e nei boschi; non pratica quindi i massacri di massa.

Questo è un vero esempio di km zero, dove posso soddisfare la mia fame di carne, due o tre volte al mese, ma anche no.

un altro modo è andare dai piccoli produttori, e comperare gli ortaggi che vengono prodotti in quella latitudine, adatti a

quel clima e a quel terreno.

Meglio ancora fare un orto con le proprie mani, che sia sul balcone che sia per terra, e tentare di mangiare tuto integrale, con la buccia, per ingerire più fibre possibili, e nutrirsi con tutti gli elementi che fanno parte di quel determinato prodotto della terra.

Si intende tutto naturale, senza l’uso di chimica

Credo che il km zero debba essere nell’azione di chi deve approvvigionarsi e in quella di chi dispensa.

                                                    

pomodori secchi sotto sale

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    Un altra delle cose che ancora oggi si fanno in molte case, sono i pomodori secchi.                                                                   

Meglio è se si ha un orto libero dalla chimica, da dove  si colgono i frutti più maturi e sani e si seccano; come si fa a seccarli? l’operazione è semplice. i pomodori si tagliano a metà per “altezza”, si mettono su un asse di legno con la parte aperta in su, si coprono si sale grosso marino e si sistemano al sole, magari con una retina per proteggerli da mosche e compagnia… sapete com’è, le mosche si appoggiano un po’ da tutte le parti… bleah…. è importante che l’asse di legno sia un po’ inclinata, per evitare che l’acqua persa dai pomodori per l’azione disidratante del sale, ristagni. Al tramonto,  si mette l’asse al riparo sotto una tettoia o anche in casa.

Sono pronti quando non perdono più acqua, ma non mi sono mai venuti secchi insapori, e senza profumo come quelli che si acquistano al supermercato.

Possiamo prenderne una parte e tritarla a coltello. Quando si ritiene che siano pronti, si liberano del sale in eccesso, e si procede; si sistemano in un barattolo di vetro e si coprono di olio evo.

si usano nei soffritti, carni in umido, zuppe, brodi di carne, sughi, al posto del sale.

mirto

Viaggi  Tagged 8 Commenti »

 

Questo liquore digestivo   tipicamente sardo  racchiude i profumi intensi della nostra Isola. Viene ancora fatto in molte case     Le ricette, dall’una all’altra, hanno qualche variante, e ognuno pensa che il suo sia migliore degli altri.    C’è chi preferisce farlo con l’acquavite, chi leggero, chi denso ect.   ma in linea di massima per avere un ottimo mirto bisogna rispettare il periodo del “bagno” e i dosaggi..

Intanto vanno raccolte le bacche, alla fine di dicembre, anche prima di Natale,quando si esce per procurarsi le frasche  di mirto per preparare i letti dove di adagiano gli arrosti.

In questo modo si fa un viaggio per due servizi; ma si possono raccogliere le bacche fino al mese di gennaio, tutto il mese.

Di solito, durante una bella escursione a piedi, ci si imbatte nella macchia di mirto e se ne raccoglie un po’, con le mani, ( non ha spine ) evitando di traumatizzare la pianta.

Non dobbiamo fare una produzione industriale, quindi solo un po’, un sacchetto e  poi a casa si pesa

Proviamo a farlo insieme?

INGREDIENTI

Bacche di mirto da riempire un contenitore di vetro da due litri

Rapporto: 650 Grammi di zucchero X 1 Litro di Acqua di fonte o minerale naturale X 1 Litro di essenza

Sciroppo: Zucchero: 650 Grammi X 1 litro di acqua

Alcool  puro a 90° 1 litro, ma meglio acquavite, e allora diminuisce la quantità di acqua e quindi di zucchero, ma non complichiamoci la vita:

quando si inizia ad avere dimestichezza col prodotto, perché ogni anno se ne fa un po’, allora si può sperimentare, usare diversi dolcificanti, magari a parte, e vedere che succede.

Pensavo di provare con il miele

PREPARAZIONE

 

1) – Per prima cosa procuratevi un grande contenitore in vetro con chiusura ermetica.

2) – Ripulire le bacche di mirto da foglie e rami lavare e asciugare (bacche mature, non secche)

3) – Riempire il contenitore di bacche di mirto, quasi fino all’orlo (meno  2 cm.)  senza pressarle.

4) – Versare l’alcool nel contenitore fino a sommergere tutte le bacche di mirto.

5) – Mettere il contenitore in un posto asciutto e buio e lasciare a macerare per 45/50 giorni.

6) – Verificare periodicamente il livello dell’alcool e aggiungerne se mancante.

7) – Dividere le bacche dall’essenza: scolare le bacche in un recipiente – mettere un colabrodo e rovesciare tutto il contenuto… L’essenza viene messa in una bottiglia di vetro e tenuta da parte -

8) – Pressare le bacche con un torchietto spremitutto in acciaio inox o con un torchio a leva, naturalmente se non l’avete, vi conviene comprarlo, non aspettatevi che qualcuno vi presti gli strumenti  per fare il mirto…, ma si possono anche stringere in un panno di cotone pulito e pressare a mano. in ogni caso non macinate le bacche di mirto (insomma come per fare il vino) in modo da estrarne l’essenza contenuta… aggiungere l’essenza ricavata dalle bacche all’altra già messa da parte…

9) – Colare tutta l’essenza con un panno di cotone… Verificare la quantità di essenza ricavata complessivamente, perchè da ciò dipenderà quanta acqua con zucchero bisognerà preparare.

(ipotizziamo (1) un litro di essenza):

10) – Mettere sul fuoco una pentola con (1) un litro di acqua

11) Aggiungere (ad acqua fredda) 650 grammi di zucchero avendo cura di mescolare bene anche durante la fase di ebollizione.

12) – Portare e lasciare in ebollizione, sempre mescolando, circa 10/12 minuti -  Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare nello stesso contenitore.

13) -Prendere un bottiglione da due litri che sia ben lavato e asciutto… Versare l’essenza e lo sciroppo di acqua e zucchero fino a riempimento… Miscelare bene il tutto e conservare in luogo asciutto e buio per (15) quindici giorni circa, avendo cura di capovolgerlo ogni due o tre giorni affinché i sedimenti che si posano sul fondo si uniformino con i vari componenti.

(La gradazione finale del mirto sarà di circa 33/35° se lo volete più leggero, basterà aumentare il dosaggio dello sciroppo di acqua e zucchero… Ma non oltre il limite di (1,5) un litro e mezzo di sciroppo x litro di essenza di mirto, altrimenti   andate alla fonte de tiu memmere che butta acque poco calcaree, direi ottime.

salute

 

filuferru

 

limoncello

 

nocino

 

 

baratto

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Sempre meno circola denaro, e comunque, chi pratica il baratto, trova una possibilità per vivere meglio, anche con pochi soldi.

la parrucchiera fa un taglio alla sarta, in cambio di alcune riparazioni; la sarta cuce un vestito in cambio di ortaggi a km zero, eccetera…

si potrebbe eliminare l’uso del denaro totalmente?

Non sempre e non ovunque è possibile, e le bollette come le paghiamo?

chi è in grado di costruire marchingegni per la produzione di energia rinnovabile, dovrebbe socializzare  il suo sapere. ( e se invece lo tenessi per me, in maniera da poterlo scambiare, in futuro,  con denaro?)

Il problema, nonostante le interessantissime proposte, tipo energia rinnovabile,bio edilizia, ecc,  è che non tutti hanno una propria casa, o il denaro per organizzarsi con pannelli solari…

Tutti troverebbero spazio nella nuova società libera.

E in questa vecchia società in catene?

Quello che offro  è la mia casa per l’ospitalità e le vacanze, camminate alla scoperta dei corsi dìacqua e dell’archeologia industriale, e un mare bellissimo.

Quello che chiedo in cambio, (nell’ambito del baratto)  piccoli lavori che da sola non potrei fare. 

                             

 

 


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