cavanas

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Ho liberato il noce, quello all’entrata dell’ex orto, eliminando rovi e sradicando rampicanti.

ora si potrà SFRUTTARE come si deve, mangiandone i frutti.

Non è più protetto dalla barriera delle “erbacce” pungenti e invalicabili.

ADESSO CI SONO DELLE FITTE RETI INTORNO, E DI QUELLE SALDATE.

Addio dittatura vegetale e rigogliosa. nessun uccello mangerà più i tuoi germogli e le more dei rovi,

nessun roditore usufruirà delle noci. nessun cinghiale sgranocchierà quelle cadute a terra.

nessuna noce cadrà più a terra restituendone i minerali: E’ FINITA LA PACCHIA.

E’ arrivata la primavera, che a colpi di “cavana” ha portato la demokrazia in quell’angolo di mondo.

ora le noci LE MANGIO SOLO IO. SONO FORTE. MI SEMBRA QUASI D’ESSERE L’0NU.,

a proposito di km zero

consumo  Tagged 1 Commento »

                                                                                                                                                            buon giorno mondo, come va il surriscaldamento?

Ieri ho fatto un giro in rete cercando qualcosa sulla stevia, la pianta dolcissima. e ho trovato un sito/blog, anche interessante; mi ha colpito molto una pagina che accennava ad un km zero.

un negozietto bio che non

aveva il miso e forse mai lo avrà, chi lo sa? quindi, la tipa è stata “costretta” a cercarlo un bel po’ più in là.

forse bisognerebbe produrlo in loco, e sarebbe un vero km zero.

questa faccenda mi ha fatto venire voglia di parlare di alimentazione, magari della mia:

a periodi evito la carne. Ma dopo un po’ ne sono nuovamente attratta. Mi succede che passando vicino alle macellerie, ne sento l’odore dolciastro e sorge in me un istinto quasi animalesco. Mi viene voglia di entrare e azzannare una coscia, non quella del macellaio.

Se non fosse che non  mangio mai quella di animali di allevamento.

Negli allevamenti, gli animali soffrono e vivono in funzione della riproduzione intensiva  della loro specie. Vengono imbottiti di farmaci e antibiotici, e nutriti con mangimi che probabilmente niente hanno a che vedere con la loro alimentazione naturale. La mega produzione crea inquinamento; è uno dei motivi dell’effetto serra e del riscaldamento globale. Mangiare questa carne, che ci viene offerta quotidianamente  confezionata in vassoietti di polistirolo, fa male alla nostra salute.

Ed ecco che subentra il famoso km zero.

In paese, dove sto tentando di trasferirmi definitivamente e iniziare la mia nuova vita, c’è un macellaio che apre solo quando ha la carne, perchè i bovini sono i suoi, anche i maiali, e vivono bradi nei pascoli e nei boschi; non pratica quindi i massacri di massa.

Questo è un vero esempio di km zero, dove posso soddisfare la mia fame di carne, due o tre volte al mese, ma anche no.

un altro modo è andare dai piccoli produttori, e comperare gli ortaggi che vengono prodotti in quella latitudine, adatti a

quel clima e a quel terreno.

Meglio ancora fare un orto con le proprie mani, che sia sul balcone che sia per terra, e tentare di mangiare tuto integrale, con la buccia, per ingerire più fibre possibili, e nutrirsi con tutti gli elementi che fanno parte di quel determinato prodotto della terra.

Si intende tutto naturale, senza l’uso di chimica

Credo che il km zero debba essere nell’azione di chi deve approvvigionarsi e in quella di chi dispensa.

                                                    

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