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da questa casetta di pietra, ultracentenaria, costruita a secco, ho potuto osservare alcuni uccelli che ho elencato in queste pagine.  il posto è Canigherbu, sulla riva del rio abba lughida nell’omonima vallata, tra alte rupi boschi di leccio e olivi secolari. ABBALUGHIDA significa acqua limpida, anche se questa estate ho trovato incastrato tra i sassi un flacone di tinta per capelli. bisogna essere proprio dei maiali, senza offesa per i maiali che non si tingono i capelli.

oltre ad essere un osservatorio di eccezione, potrebbe essere anche una bella area di sosta,

PROGETTO

Si arriva anche con una panda, se bisogna prendere cose pesanti, come legna da ardere; ma è meglio andarci a piedi se l’intento è conoscere e assaporare la bella natura del posto: boschi, acque, uccelli, frutti e fiori.

abbiamo iniziato a ripristinare l’oliveto.

il passo contemporaneo/successivo è “l’adozione degli alberi da frutto” nell’area lungo il rio. Questa è stata un orto rigoglioso e bello da guardare. con una grande varietà di erbe selvatiche che non ci sono più, perche se le pappano le pecore al pascolo.

ho iniziato con la liberazione del limone, imprigionato dai rovi e circondato dalle canne, che si stanno prendendo un sacco di spazio. successivamente ho riportato alla luce il muretto a secco che delimita un vecchio confine, e che pare utile mantenere per delimitare l’area del futuro orto e frutteto. Lungo il torrente, ma anche in altre parti del terreno ci sono degli alberi da frutta ed erbe commestibili.

all’entrata troviamo i topinambur, squisiti tuberi dal sapore patato/carciofesco. subito dopo un maestoso noce. il povero albero è completamente coperto da rampicanti e rovi.

inizierei a pulirlo intorno, staccando le piante rampicanti dal terreno, in modo che muoiano e togliendo i robi. Non bisogna assolutamente staccare i rami dell’edera attaccati al tronco; questa operazione potrebbe uccidere l’albero. Dopo, liberarlo intorno di un paio di metri, tagliando l’erba.

in successione, troviamo peri, meli, melograni, fichi. ai margini del canneto orchidee, in fondo il limone, e tornando indietro dal lato opposto al lungo fiume, due castagni, un boschetto di lecci e sughere, un albero maestoso di cachi. Tanti tantissimi rovi pieni di more.

intorno alla casetta, troviamo un nocciolo, dei ciliegi un noce e dei prugnoli a ridosso di una roccia., oltre agli olivi. nel bel mezzo vicino al boschetto, susini, altri ciliegi e credo proprio che ci sia un corbezzolo. tutto il resto è nascosto dai rovi.

La casetta non è abitabile. di fronte all’entrata troneggia un grande tavolo adatto a momenti conviviali.

lo spazio diventerà ideale per soste e rifocillarsi dal caldo.