Arriva l’estate e prendiamo le ferie. Molti tornano in Sardegna in agosto. E’ quello il periodo in cui a Cuglieri si ritrovano tutti quelli che vivono in Italia, in Germania, in Belgio, in Francia, in Argentina, Austria, ecc. Tutti, vorrebbero restare.
Io, m.d. ho la sfortuna di lavorare a tempo determinato, ma posso scappare anche in inverno, quando mia figlia ha le vacanze di natale.
E situazione permettendo, carico la macchina, e navigo via.
Proprio come i fenicotteri, anche se non siamo colorati di rosa.
Andiamo a nidificare, a cercare di crearci la situazione, che non si crea.
In inverno il clima è stupendo, i prati sono in fiore, non importa la giacca a vento, se non nevica che è raro, se non tira il MAESTRALE.
Andare al mare è quasi obbligatorio. Togliersi le scarpe e le calze, e percorrere sul bagnasciuga la lunghezza della spiaggia, con il sole che ci riscalda. E il mare è pieno di colori, forse più caldi, e la sabbia, le rocce, ci sono, si vedono, non sono nascoste da asciugamani e ombrelloni.
E al bar, ci trovi la gente del posto, che verso le 10 di mattina, scambia notizie e pareri sugli ultimi avvenimenti locali. Sul lavoro, sui vicini, sul vino che quest’anno è venuto più forte e leggermente spuntato. Poi a casa, dove ci si riscalda con la legna, e in cortile si sente l’odore dei camini dei vicini, e dell’arrosto.Nel pomeriggio una giratina all’oliveto in via di estinzione, ma questa è un altra storia.
Riferimenti: foto di marzia panichi cuglieri